Isole Eolie

dette anche Isole Lipari, sono un arcipelago dell'Italia appartenente all'arco Eoliano, in Sicilia. Amministrativamente compreso nella provincia di Messina, l'arcipelago è una destinazione turistica sempre più popolare.

L'arcipelago, di origine vulcanica, è situato nel Mar Tirreno, a nord della costa siciliana. Comprendono due vulcani attivi, Stromboli e Vulcano, oltre a vari fenomeni di vulcanismo secondario.

Le Isole Eolie formano un arcipelago, costituito da sette isole vere e proprie, alle quali si aggiungono isolotti e scogli affioranti dal mare. Le sette isole sono disposte a forma di Y coricata, con l'asta che punta verso Ovest; sono ubicate al largo della Sicilia settentrionale, di fronte alla costa tirrenica messinese. Sono perciò visibili da gran parte della costiera tirrenica della Sicilia, quando la visibilità è ottima e non è presente foschia. Le isole prendono nome dal dio Eolo re dei venti. Secondo la mitologia greca, Eolo riparò su queste isole e diede loro nome, grazie alla sua fama di domatore dei venti. Viveva a Lipari e riusciva a prevedere le condizioni del tempo osservando la forma delle nubi sbuffate da un vulcano attivo, probabilmente lo Stromboli. Grazie a questa abilità, determinante per gli isolani, che erano in gran parte pescatorie necessitavano di conoscere la probabile evoluzione degli eventi meteorologici, Eolo si guadagnò grande popolarità nell'arcipelago; secondo una teoria, fu da ciò che un semplice principe greco, abile nel prevedere il tempo dalle nubi, alimentò il mito del dio Eolo, in grado invece di comandare i venti. Le isole Eolie costituiscono un sistema vulcanico determinato dalla subduzione della litosfera oceanica sotto quella continentale, determinandone la fusione con liberazione di magma che, giunto in superficie, forma un arco insulare, l'arco Eoliano, lungo 200 km e composto, oltre che dalle sette isole vulcaniche emerse, dai monti sottomarini (AlcioneLametiniPalinuroGlabroMarsiliSisifo,EoloEnarete)

Lipari

 è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

È parte del comune di Lipari assieme alle altre isole Eolie, eccetto l'isola di Salina, il cui territorio è suddiviso nei tre comuni di Santa Marina SalinaMalfa e Leni. In antichità era già nota col nome Lipara Pure in antico, fu chiamata Milogonide o Meligunide 

Nel paese principale, che porta lo stesso nome dell'isola, la via più frequentata è Corso Vittorio Emanuele, conosciuta dagli abitanti semplicemente come "Il Corso". La strada più caratteristica è però Via Garibaldi, da cui si dipartono numerosi vicoli che la rendono suggestiva. Essa congiunge il castello di Lipari con Piazza Ugo di Sant'Onofrio, detta "Marina Corta". È una delle piazze delle Eolie, di forma irregolare e ricca di bar e ristoranti. All'estremo est della piazza c'è la rocca del Castello di Lipari, mentre sul lato mare si staglia la storica Chiesa delle Anime del Purgatorio. La piazza, grazie alla sua posizione, è molto frequentata soprattutto nelle sere estive.

Un'altra piazza del centro storico di Lipari è Piazza Giuseppe Mazzini, nota come "Sopra la Civita". Da qui si può accedere al castello ed alla cattedrale. La piazza, in ristrutturazione dal 2011, è stata fino a pochi anni fa la sede del Municipio. Un'altra strada importante è Via Francesco Crispi, nota come "Marina Lunga", un lungomare che collega il paese di Lipari con Canneto. Il centro storico di Lipari è dominato dalla cinta fortificata detta Castello posta su una alta rupe a picco sul mare. L'abitato inizialmente forse privo di cortina muraria difensiva ha trovato difesa nel salto di quota che domina sia la pianura che il mare. La cinta muraria sembra sia stata realizzata in blocchi isodomi nel IV secolo a.C., e di essa rimangono le prime assise di una torre del IV-III secolo a.C.. Ulteriori strutture si datano al medioevali e propriamente al secolo XI e poi XIII. Infine le cortine murarie sono di epoca spagnola. All'interno della cinta vi è una ampia stratigrafia che dall'inizio del II millenni a.C. giunge sino ad età medievale e moderna. La Cattedrale di San Bartolomeo votata nel 1084 e probabilmente edificata in età ruggeriana ( 1130 d.C. c.a) e rimaneggiata in varie epoche, fino al 1861 con la facciata in stile tardobaroccheggiante. A fianco i resti del Monastero del Santissimo Salvatore normanno, con un pregevolissimo chiostro in cui colonne e capitelli sono in parte di riuso da monumenti romani e in parte di realizzazione medievale.

Vulcano

 è un'isola italiana appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Gli abitanti, 715 nel 2001, vengono chiamati vulcanari.

Nell'antichità venne chiamata Therasia (Θηρασία), poi Hiera (Ἱερά), perché sacra al dio Vulcano, da dove poi il suo nome attuale.

L'isola deve in effetti la sua esistenza alla fusione di alcuni vulcani di cui il più grande è il Vulcano della Fossa, più a nord c'è invece Vulcanello (123 m), collegato al resto dell'isola tramite un istmo. Nel sec. XII erano separati dalle acque; di questa congiunzione si ha notizia solo nel secolo XVI. Forse Vulcano e Vulcanello sono due focolari parziali dello stesso gran focolare vulcanico; il meridionale Monte Aria (500 m), completamente inattivo, che forma un vasto altopiano costituito da lave, tufo e depositi alluvionali olocenici e il Monte Saraceno (481 m).

Il principale vulcano, a occidente, sembra essersi formato dopo l'estinzione del vulcano meridionale; con lave molto acide, ha generato il monte detto Vulcano della Fossa (o Gran Cratere o Cono di Vulcano), alto 386 m, con pendici molto ripide, con a nord un cratere spento, detto Forgia Vecchia. A nord-ovest si trova una recente colata di ossidiana del 1771, detta le Pietre Cotte. Il cratere attivo è situato alquanto spostato a nord-ovest.

Sebbene l'ultima eruzione sia avvenuta nel 1888 - 1890, il vulcano non ha mai cessato di dare prova della propria vitalità ed ancora oggi si osservano differenti fenomeni: fumarole, getti di vapore sia sulla cresta che sottomarini e la presenza di fanghi sulfurei dalle apprezzate proprietà terapeutiche. A nord numerose fumarole continuano ad emettere acido boricocloruro di ammoniozolfo, che alimentano un complesso industriale per la produzione di zolfo. Data la tossicità dei gas emessi dalle fumarole, è possibile avvicinarsi ad esse solamente se si è accompagnati da guide autorizzate.

Salina

 è un'isola dell'Italia, appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Misura 26,4 km² ed è la seconda per estensione e per popolazione dopo Lipari. È divisa in tre comuni della provincia di MessinaSanta MarinaMalfa e Leni (fino al 1909 il comune era unico) e conta complessivamente circa 2.300 abitanti. Formata da sei antichi vulcani, possiede il primo e terzo rilievo più alto dell'arcipelago: il monte "Fossa delle Felci", 962 m e il "Monte dei Porri", 860 m, che conservano la tipica forma conica.

L'attuale nome deriva invece da un laghetto presente nella frazione di Lingua del Comune di S. Marina di Salina, dal quale si estraeva il sale.

Dagli scavi sono emersi insediamenti risalenti all'età del bronzo e un'alternanza di periodi di completo abbandono con altri di forte sviluppo. Ritrovamenti presso Santa Marina mostrano un notevole insediamento attorno al IV secolo a.C. Attorno al VII secolo d.C. Salina fu una delle Eolie più popolate, perché i vulcani di Lipari erano in attività. Le invasioni arabe la resero deserta finché, attorno al XVII secolo, tornò a popolarsi.

Salina è l'isola più fertile delle Eolie e ricca d'acqua; vi si coltivano uve pregiate dalle quali si ricava la "Malvasia delle Lipari", un vino di sapore dolce, e capperi che sono esportati in tutto il mondo. Un'altra importante risorsa per l'isola è il turismo.

Nel 1980 è stato istituito il parco regionale di Salina e nel 1981 la Riserva naturale Le Montagne delle Felci e dei Porri.

È stata il set de Il postino (1994), l'ultimo film interpretato da Massimo Troisi.

Dal 2007 è sede del SalinaDocFest, festival internazionale del documentario narrativo.

Panarea

è un'isola italiana appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Amministrativamente appartiene a Liparicomune italiano della provincia di Messina, di cui costituisce una frazione di 241 abitanti, suddivisa nei centri di San Pietro (il principale approdo), Ditella e Drauto.

È l'isola più piccola e la meno elevata dell'arcipelago eoliano, nonché la più antica, e con gli isolotti di BasiluzzoSpinazzolaLisca BiancaDattiloBottaroLisca Nera e gli scogli dei Panarelli e delle Formiche, costituisce un microarcipelago fra Lipari e l'isola di Stromboli posto su un unico basamento sottomarino.

Comunemente nota come l'isola dei Vip, è tra le isole siciliane più frequentate dai turisti nei mesi estivi. La macchia mediterranea di Panarea presenta , , ginestra ,  e piante di  secolari, resti dell'antica vocazione agricola dell'isola (scomparsi i vigneti che esistevano fino agli anni settanta). La vegetazione originaria è poi contaminata da molte specie vegetali esogene, arrivate con il boom edilizio e turistico.

Per quanto riguarda la fauna è presente il falco della regina, il  qualche marangone e il gabbiano reale mediterraneo  che nidificano sulle inaccessibili pareti delle coste occidentali. Caratterizza la fauna isolana il geco, innocuo e utilissimo predatore di insetti.

Stromboli

 è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia. Si tratta di un vulcano attivo facente parte dell'Arco Eoliano. Posta nel bacino Tirreno del mare Mediterraneo occidentale, l'isola è la più settentrionale delle Eolie e si estende su una superficie di 12,2 km².

L'edificio vulcanico è alto 926 m s.l.m. e raggiunge una profondità compresa tra 1300 m e 2400 m al di sotto del livello del mare[1]. Stromboli ha una persistente attività esplosiva ed è uno dei vulcani più attivi del mondo.[2] A poche centinaia di metri a nord-est dell'isola di Stromboli si trova il neck di Strombolicchio, residuo di un antico camino vulcanico. L'isolotto ospita un faro della Marina, disabitato e automatizzato.

Nell'ultimo secolo sono riportati circa 26 episodi durante i quali si sono avute emissioni laviche. I prodotti emessi sono rappresentati principalmente da colate di spessore variabile; la morfologia del vulcano obbliga le colate di lava a riversarsi sul versante nord-occidentale, dove sono confinate all'interno della Sciara di Fuoco e quindi non rappresentano un pericolo per la popolazione dell'isola. Le colate fuoriescono generalmente attraverso fratture eruttive nella zona craterica o all'interno della Sciara del Fuoco, ma possono generarsi anche per tracimazione dal bordo craterico.

Stromboli dà il nome a un tipo di vulcani caratterizzati da un'attività vulcanica effusiva detta Stromboliana.

Filicudi

è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia.

Amministrativamente fa parte del comune di Lipari e vi si trovano due località abitate: Filicudi Porto e Pecorini a Mare.

L'isola di Filicudi è la quinta isola in ordine di grandezza dell'arcipelago delle Eolie e la seconda isola più occidentale dell'arcipelago (dopo Alicudi); è situata a circa 24 miglia nautiche a ovest di Lipari. È dominata dal monte Fossa Felci, un vulcano spento alto 773 m. Oltre ad esso, di vulcani ce ne sono ben altri sette, tutti spenti da molto tempo e di conseguenza fortemente segnati dall'erosione. La popolazione, circa 200 abitanti (che diventano 3000 nella stagione estiva), è distribuita tra i centri di Filicudi Porto, Valdichiesa, Pecorini, Pecorini a mare, Canale e Rocca di Ciavoli, collegati tra loro dall'unica strada asfaltata dell'isola e da una fitta trama di mulattiere. La località di Stimpagnato, nel sud-est dell'isola, è abitata da turisti soltanto durante l'estate. Sull'isola vegeta la macchia mediterranea composta dal capperoginestraulivolentiscocarruboArtemisia arborescensErysimum brulloiCentaurea aeolica. Tra gli uccelli, il falco pellegrino, il lodolaio, il falco della regina e il falco cuculo. Molto interessanti sono le rovine del villaggio neolitico sul promontorio di Capo Graziano. I reperti ritrovati testimoniano la presenza sull'isola, durante il Neolitico, di una fiorente industria e lavorazione dell'ossidiana. È presente sull'isola una sezione del Museo archeologico eoliano, con reperti provenienti dagli scavi di Capo Graziano e da altre zone delle isole Eolie. La luce elettrica è stata portata a Filicudi nel 1986 con un impianto di generazione a gasolio; ciò ha innescato un drammatico balzo nel futuro nella quotidianità degli isolani. Il turismo ha iniziato a svilupparsi in quel periodo, crescendo poi di anno in anno. Con l'elettricità sono giunti sull'isola ausilii per ogni attività, tra i quali pompe elettriche per l'acqua dei pozzi; le televisioni sono divenute di massa, gli elettrodomestici hanno cominciato a diffondersi. Quanto all'acqua corrente, la si trasporta tramite navi cisterna, per poi distribuirla sulla rete idrica. La proposta di costruire un impianto dissalatore non è ancora stata attuata.

Alicudi

 è un'isola dell'Italia appartenente all'arcipelago delle isole Eolie, in Sicilia. Amministrativamente appartiene a Liparicomune italiano della provincia di Messina in Sicilia. Gli abitanti dell'isola sono chiamati insiciliano arcudari. L'isola di Alicudi è la più occidentale dell'arcipelago eoliano e si trova a circa 34 miglia marine (quasi 63 km) a ovest di Lipari. È dominata dal monte Filo dell'Arpa, il cui toponimo deriva dal termine dialettale arpa oarpazza col quale si indica la poiana. La pianta dell'isola è quasi circolare, con superficie di circa 5 km², con coste ripide ed aspre, e costituisce la parte emersa, dai 1.500 m di profondità del fondo del mare fino ai 675 m s.l.m. del punto culminante, di un vulcano spento, sorto attorno a 150 milioni di anni fa e rimodellato da successive eruzioni e fenomeni quaternari. L'isola è abitata solo sul versante meridionale, digradante verso il mare in lenze (stretti appezzamenti), sostenute da muri a secco. Questo versante, significativamente antropizzato a scopi abitativi e colturali, risulta meno scosceso di quello opposto, battuto dai venti e continuamente soggetto a fenomeni erosivi e conseguenti frane, dette sciare (dal plurale sciari in lingua siciliana). L'Isola dell'erica era abitata nel dopoguerra da oltre 600 persone, in gran parte poi emigrate in Australia. Attualmente la popolazione conta meno di cento residenti che, però, diminuiscono notevolmente nel periodo invernale.

Alicudi fu abitata dal Neolitico, come attestato da tracce rinvenute presso l’attuale porto e sulla sommità dell’isola. Al IV secolo a.C. sono datate alcune sepolture a lastre di pietra lavica rinvenute in località Fucile nel 1924, con corredo funerario di lucerne e vasi fittili. Frammenti di vasellame di età romana si rinvengono sulla costa orientale dell'isola.

Le spiagge dell'isola sono a ciottoli e scogli e le mareggiate invernali le fanno arretrare o avanzare, lasciando a volte pochi lembi di rena scura. Il giro dell'isola è possibile, ma presenta il rischio della caduta di pietre, smosse dal vento o dalle capre brade, e richiede l'aggiramento a nuoto di alcune formazioni rocciose. Risalendo invece le ripide mulattiere, attualmente ben mantenute in estate dai volontari di Legambiente, ci si immerge nella macchia mediterranea composta dall'erica, dal capperoginestraulivolentiscocarruboArtemisia arborescensCyclamen repandumNarcissus tazettaOrchis longicornuErysimum brulloiCentaurea aeolica e Cytisus aeolicus, localmente detto sgùbbiu. Nella zona del vecchio cratere e sui fianchi sommitali l'ambiente, più fresco, presenta felci, distese di asfodelo (localmente cipuddazzu), pochi castagni residui, erica ed altri arbusti. La fauna è molto varia e ricca; in primavera e autunno compaiono uccelli migratori come il pellicano, l'airone rosso, l'airone cenerino, il fenicottero rosa. Tra le specie stanziali vi sono il corvo imperiale, il piccione selvatico, il germano reale, la berta maggiore e la berta minore, detta localmente araghiuni. Tra i rapaci il falco pellegrino, il lodolaio, il falco della regina e il falco cuculo. Tra i mammiferi, il coniglio selvatico.

Dufour 390 GL "Inycum"

Base: Marina di Portorosa

TECHNICAL SPECIFICATION

Anno Costruzione: 2019
Bandiera: italiana
Lunghezza : 11.94 m
max.capacitá serbatoio diesel:200 L
max.capacitá serbatoio acqua:;380 L
Posti Letto:6+2
Cabine: 3

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Dufour 56 Exclusive

Base: Marina di Portorosa

Specifiche Tecniche:

Anno Costruzione: 2019
Cabine: 3 doppie+ 1 castello+crew
Posti letto: 8+2+2
WC+ doccia: 3+1
Lunghezza: 17.15 m
Pescaggio: 2.50 m
Serbatoio Disel: 500 L

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Dufour 520 GL "Sirius"

Base: Marina di Portorosa

SPECIFICE TECNICHE

Anno costruzione: 2019
Cabine: 5
Posti: 10+2
WC + doccia: 3
Lunghezza: 15.20 m
Serbatoio diesel: 450 L
Serbatoio acqua: 720 L
Motore: 75 cv

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Dufour 360 "Harry"

Base: Marina di Portorosa

SPECIFICHE TECNICHE

Anno di Costruzione: 2019
Bandiera: Italiana
Cabine: 2
Toilet : 1
Lunghezza : 10.73 m
Max.capacitá serbatpio diesel : 160 L
Max.capacitá serbatoio acqua : 220 L

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Dufour 382 GL "Shira"

Base: Marina di Portorosa

SPECIFICHE TECNICHE 

Anno Costruzione: 2018
Posti Letto:6+2
Cabine: 3
Toilet + doccia: 2
Cockpit : Teak
Lunghezza:11.25 m
max.capacitá serbatoio diesel:200 L

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Dufour 460 GL Diego

Base: Marina di Portorosa

Specifiche Tecniche:

Anno Costruzione: 2018
Cabine: 4
Posti letto: 8+2
WC+ doccia: 4
Lunghezza: 14.15 m
Pescaggio: 2.50 m
Serbatoio Disel: 250 L

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Dufour 382 GL Notus

Base: Marina di Portorosa

Specifiche Tecniche:

Anno di costruzione: 2016
Lunghezza : 11.25 m
Pescaggio : 1.90 m 
Capacità massima di serbatoio : 200 L
Capacità massima di serbatoio d´acqua : 380 L
Forza del motore : 55hp

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Dufour 460 GL Aquilo

Base: Marina di Portorosa

Specifiche Tecniche:

Anno Costruzione: 2016
Cabine: 4
Posti letto: 8+2
WC+ doccia: 4
Lunghezza: 14.15 m
Pescaggio: 2.50 m
Serbatoio Disel: 250 L

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Dufour 560 GL Zephyrus

Base: Marina di Portorosa

Specifiche Tecniche:

Anno Costruzione: 2015
Cabine: 3
Posti letto: 6+2
WC+ doccia: 3
Lunghezza: 17.15 m
Pescaggio: 2.50 m
Serbatoio Disel: 500 L

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